Come proteggere le nostre arterie da colesterolo e invecchiamento

proteggere le nostre arterie da colesterolo e invecchiamento

Immagina le tue arterie come le strade del corpo che fanno viaggiare il sangue ovunque. Con il tempo e lo stile di vita, queste strade possono andare incontro a due problemi diversi, spesso confusi tra loro: l’arteriosclerosi e l’aterosclerosi.

  • Arteriosclerosi (L’invecchiamento naturale): È un processo fisiologico. Con il passare degli anni, a furia di sopportare la pressione del sangue, le pareti delle arterie si ispessiscono e perdono elasticità, diventando più rigide.
  • Aterosclerosi (Il pericolo reale): È una vera e propria malattia che si sovrappone all’invecchiamento. Qui il processo subisce un’accelerazione pericolosa a causa della formazione di placche (ateromi), veri e propri cumuli di grasso, colesterolo e altri elementi.

Perché le placche sono pericolose?

Non solo restringono lo spazio in cui scorre il sangue, ma se si rompono possono formare un trombo (un coagulo). Se questo coagulo tappa completamente l’arteria, si va incontro a eventi gravissimi come infarto o ictus.

Fortunatamente possiamo fare molto per prevenire tutto questo, a partire dal controllo delle dislipidemie, ovvero l’alterazione dei grassi nel sangue.

I tre volti delle dislipidemie

Non tutti i problemi di grassi nel sangue sono uguali. Le forme più comuni che incontriamo sono tre:

Ipercolesterolemia

È l’aumento del colesterolo nel sangue, specialmente del colesterolo-LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”), che si deposita sulle pareti delle arterie. L’ipercolesterolemia può essere familiare (ereditaria) o poligenica (causata da un mix di genetica e cattive abitudini).

Dislipidemia “mista”

Qui salgono sia il colesterolo che i trigliceridi, mentre scende il colesterolo-HDL (il cosiddetto  colesterolo “buono”), che avrebbe il compito di ripulire le arterie portando i grassi al fegato. Chi soffre di obesità o diabete ha spesso questa forma, caratterizzata anche da particelle di LDL piccole e dense, che sono le più aggressive nel creare le placche.

Ipertrigliceridemia:

È l’impennata dei soli trigliceridi. Spesso si accompagna a poco colesterolo buono e al cosiddetto “fegato grasso” (steatosi epatica).

In prima linea: la tavola e il movimento

Se la dislipidemia non è di origine familiare, i pilastri della cura sono la dieta e l’attività fisica regolare (sia cardio che potenziamento muscolare).

Ma come si mangia per proteggere il cuore?

Una dieta bilanciata deve prevedere carboidrati a lento assorbimento (pasta, pane e cereali integrali, legumi), proteine magre (pesce, uova, carni bianche) e tantissima verdura. La frutta va consumata in porzioni più ridotte perché contiene zuccheri a rapido assorbimento soprattutto pericolosi per chi ha i trigliceridi alti.

Per ridurre davvero il colesterolo, però, bisogna fare attenzione ai grassi animali:

  • Sì all’olio extravergine d’oliva come condimento principale.
  • Via il grasso visibile dalla carne e preferenza per i tagli magri.
  • Formaggi al massimo 2 volte a settimana, limitando drasticamente quelli stagionati (più ricchi di grassi).
  • Uova limitate a 1 o 2 a settimana. Un ottimo trucco in cucina è usare solo l’albume (il bianco), che è privo di colesterolo.
  • I grassi “buoni” che proteggono le arterie: Il pesce (ricco di Omega-3) e la frutta a guscio (noci, mandorle, ricche di acidi grassi poli-insaturi) fanno bene, ma occhio alle calorie se si è in sovrappeso!

Infine, non dimenticare di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, limitare il sale, l’alcol e i cibi ultra-processati (quelli industriali e confezionati).

E se la dieta non basta? Le strategie della medicina

Quando lo stile di vita non è sufficiente a pulire il sangue dal colesterolo LDL, entrano in gioco i farmaci.

1. Attacco al colesterolo LDL

Le statine sono i farmaci di prima scelta: riducono drasticamente il colesterolo cattivo e hanno dimostrato di salvare vite, riducendo le malattie cardio-vascolari. Se le statine da sole non bastano o danno effetti collaterali, il medico ha a disposizione altri farmaci da abbinare o sostituire:

  • Ezetimibe: riduce l’assorbimento del colesterolo nell’intestino.
  • Colesteramina:  sequestrante degli acidi biliari
  • Acido bempedoico: blocca la sintesi del colesterolo direttamente nel fegato
  • Inibitori della PCSK9: farmaci moderni e molto potenti.

2. Il “Rischio Residuo” e i Trigliceridi

A volte, anche se il colesterolo LDL torna perfetto, i trigliceridi restano alti e il colesterolo buono HDL resta basso. Questo crea un “rischio residuo” per il cuore. Per abbassare i trigliceridi e azzerare questo rischio si usano altre tre classi di farmaci (anche associati alle statine):

  • Fibrati
  • Acidi grassi Omega-3 (in capsule ad alto dosaggio)
  • Niacina (oggi usata molto raramente)

Proteggere le arterie è un lavoro di squadra tra ciò che mettiamo nel piatto, il movimento che facciamo e, quando serve, le giuste terapie mediche.

Bibliografia

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In Breve

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